Dentro la scuola

Dentro la scuola

La nostra scuola ha una lunga storia che ne costituisce il patrimonio valoriale ed ispiratore. A questo patrimonio abbiamo cercato di mantenerci fedeli interagendo però con l’ambiente circostante e promuovendo quei cambiamenti funzionali a realizzare le finalità dell’istituto, dentro il mutamento del contesto e delle condizioni socio-culturali.

  • 1800

  • I primi passi

    1838

    Fondazione dell'Istituto Canossiano a Brescia per iniziativa personale della stessa Maddalena di Canossa.

  • Le scuole Canossiane

    1845

    Le prime attività di accoglienza e catechesi rivolte alle fanciulle delle famiglie più povere della città ben presto porteranno all’istituzione di scuole di vario ordine e grado, per la formazione primaria.

  • 1900

  • L'Istituto Magistrale

    1936

    L’attiva presenza delle tradizione educativa canossiana a Brescia si è poi consolidata con il riconoscimento legale dell’Istituto Magistrale.

  • Il Liceo Classico

    1939

    Accanto all'Istituto Magistrale, inizia la sua attività anche il Liceo Classico.

  • Il Liceo Pedagogico

    1987

    L’Istituto Magistrale si trasforma in Liceo Pedagogico, attivando una sperimentazione che assume i programmi Brocca, che anticipano per molti aspetti il progetto di riforma della secondaria superiore italiana.

  • L'istituto Professionale

    1996

    Inizia la sua attività l’Istituto Professionale per i Servizi Sociali (IPSS) con possibilità di qualifica triennale e di diploma di maturità quinquennale

  • 2000

  • Il Liceo scientifico

    2002

    L'offerta formativa della scuola si amplia con l'avvio del Liceo Scientifico.

  • I tre indirizzi

    2010

    Con la riforma degli ordinamenti della scuola secondaria, l’offerta formativa si è definita sui tre indirizzi: il Liceo Scientifico, il Liceo delle Scienze umane e l’Istituto Professionale per i servizi sociosanitari.

Centocinquantanni di storia sono una garanzia. Le scuole canossiane sono presenti a Brescia dal 1838, con una proposta educativa e culturale di qualità, cioè seria ed aperta alle provocazioni della storia, ispirata ai valori e alla visione dell’uomo offerta dal cristianesimo. Oltre che per la continuità nel tempo, questa presenza si caratterizza per la diffusione nello spazio: non solo a Brescia e nella provincia, ma in Italia e nel mondo (in Europa, Africa, Asia, Oceania, America). Con la medesima ispirazione ad educare oltre che ad istruire, perché “dall’educazione dipende ordinariamente la condotta di tutta la vita” (S. Maddalena di Canossa). La sapienza educativa non si improvvisa: è una questione di tradizione e di innovazione, di radicamento e di confronto con i cambiamenti e con le differenze. Non è un’operazione di marketing, ma una passione.
Oltre le solite cose che si possono trovare un po’ in tutte le scuole – l’attenzione educativa, la serietà del percorso culturale, la continuità e la coerenza didattica – noi cerchiamo di garantire le condizioni organizzative perché le intenzioni dichiarate nel nostro Piano dell’Offerta Formativa si possano concretamente realizzare. La nostra scuola è piccola. Questo ci consente di prestare attenzione alle persone, ai singoli studenti; di avere tempo per loro; di essere più flessibili e leggeri nei cambiamenti. Perché piccolo non vuol dire insignificante. I nostri docenti costituiscono una comunità educante. Questo ci consente di confrontarci e di lavorare insieme; di appassionarci all’innovazione; di proporre delle regole chiare e condivise; di costruire un’offerta formativa che esprima la nostra cultura educativa e le nostre diversità. Perché avere i medesimi riferimenti non vuol dire essere uguali.
Oltre i vincoli organizzativi della scuola – nelle vicende alterne delle mode pedagogiche e delle riforme continuamente tentate – abbiamo continuato ad utilizzare gli spazi di sperimentazione e di autonomia per costruire una scuola a misura di questo tempo, una scuola “che ci piace”. Abbiamo pertanto consolidato alcuni esperimenti che le varie prove di di riforma di questi ultimi anni hanno ipotizzato e sostenuto. In particolare abbiamo introdotto l’orario flessibile che consente di adattare la distribuzione delle lezioni alle attività, alle iniziative ed ai progetti e nel contempo di garantire lo svolgimento del monte ore annuale previsto per ogni materia. Abbiamo introdotto numerosi percorsi di carattere modulare, condotti da diversi insegnanti in prospettiva interdisciplinare. Sono previste in tutte le classi ore di codocenza che consentono di lavorare con gli alunni per livelli e di condurre azioni di recupero e approfondimento in piccoli gruppi. Abbiamo diffuso il ricorso all’attività nei laboratori e l’utilizzo delle nuove tecnologie, incrociando diversi insegnamenti con l’inglese e l’informatica. Abbiamo promosso esperienze innovative nella didattica per lavorare con efficacia sulle capacità e sulle competenze di base. Perchè la lezione frontale non è l’unico modo per imparare.
Oltre i luoghi comuni e le solite idee: che una scuola cattolica è un ambiente chiuso, asfittico ed un po’ ammuffito, una riserva indiana per studenti in via di estinzione, un luogo protetto ed integralista… Abbiamo costruito rapporti con il territorio, vicino e lontano; siamo contenti di essere nel centro di una città ricca di offerte formative di eventi culturali che cerchiamo di valorizzare nei nostri percorsi didattici; siamo contenti di essere cattolici, cioè non settari, aperti al mondo e cercatori della verità. Pensiamo che la scuola non abbia l’esclusiva della formazione dei ragazzi: molte esperienze e molti contesti – prima di tutto quello famigliare – vi concorrono. E tuttavia serve un luogo critico, un luogo di confronto e di decodifica, un tempo- spazio dedicato all’appropriazione. Pensiamo inoltre che la formazione degli adolescenti oggi non passi solo attraverso la didattica delle discipline, ma richieda alfabetizzazioni – sulle abilità di vita, sul diventare cittadini e sull’essere fruitori ed elaboratori di cultura – che vanno acquisite e rafforzate in situazioni apposite di apprendimento. Garantiamo gli spazi della partecipazione studentesca; promuoviamo l’impegno sociale, il volontariato; apprezziamo il dibattito, il pensiero aperto e l’incontro interculturale. Avere un punto di vista consente il dialogo con quelli che ne hanno un altro. La genericità lascia deboli e disorientati.
Oltre la scuola con le lezioni, la campanella, la ricreazione, i registri e i compiti, pensiamo ad un ambiente ricco di risorse e di relazioni per la crescita di tutti. Un posto dove ci si può fermare a studiare e fare i compiti insieme; con gli insegnanti che, nel servizio di doposcuola e e nei progetti help, ti possono aiutare se ci sono delle difficoltà o se vuoi approfondire e fare ricerca. Con la possibilità di utilizzare la biblioteca, le postazioni multimediali, le riviste dell’emeroteca… Un posto dove puoi scegliere di integrare il curricolo scolastico con le attività proposte nell’area campus al pomeriggio, costruendo un percorso completo e articolato su più anni per conseguire certificazioni nelle lingue straniere e nell’informatica. Un curricolo dove è addirittura possibile scegliere alcune materie o frequentare esperienze intensive di apprendimento indipendentemente dalla classe e dalla scuola, per il gusto di approfondire interessi e di esplorare diversi ambiti culturali. E se qualcuno è comprensibilmente disorientato, c’è anche un servizio di orientamento e di consulenza. Insomma ci interessa potenziare l’impatto formativo della scuola e la personalizzazione del percorso culturale. Perché curare lo “stare bene” a scuola migliora la qualità della vita.
La legislazione sull’autonomia scolastica e le disposizioni organizzative previste dalla Riforma ci consentono di introdurre nei tempi della scuola, nell’articolazione del curricolo e nella programmazione didattica, una serie di adattamenti verso la scuola che ci piacerebbe fare. Molti cambiamenti sono stati sperimentati in questi ultimi anni, con gradualità, verificandone la pertinenza insieme agli alunni e ai genitori. I criteri che ci hanno guidato nell’interpretare questa stagione della Riforma sono: la flessibilità: crediamo in una scuola che sa adattare i tempi e le strutture alla vita, che sa creare spazi di apprendimento anche al di fuori del gruppo-classe tradizionale (classi aperte, offerte culturali dal territorio…) l’individualizzazione: crediamo in una scuola che mette al centro il singolo alunno, la sua storia, le sue modalità cognitive, perché ad ognuno sia data la possibilità di sviluppare al meglio i propri talenti l’opzionalità: crediamo in una scuola che distingue insegnamenti fondamentali ed approfondimenti, che consente di coltivare percorsi culturali peculiari, che consente di specificare il curricolo – man mano l’alunno cresce – in direzione delle future scelte formative e professionali