L’idea che anima il progetto è “la strada”, da pensare e da percorrere insieme. Una “strada” che vogliamo percorrere lentamente e con un po’ di fatica perché la pace “non è il premio favoloso di una lotteria. La pace è una meta sempre intravista, e mai pienamente raggiunta” (Tonino Bello).

Una “strada” che parte dalle nostre case – la costruzione della pace non può che cominciare dalle nostre città, dai luoghi dove la gente vive e si impegna – e ci pone in dialogo con le storie di ogni popolo e di ogni persona alla ricerca di uno spazio di speranza su cui iniziare “un’altra storia” di tutti e per tutti.

L’iniziativa è promossa dalle ACLI bresciane in collaborazione con il CTA e con il patrocinio di Pax Christi, della Consulta per la pace del Comune di Brescia e del Ministero degli Affari Esteri. Oltre alla nostra scuola, sono coinvolti nel progetto insegnanti e studenti di alcune altre Scuole Superiori (Leonardo, Lunardi, Dandolo)

Un percorso di educazione alla giustizia e alla pace che si articola in quattro fasi:  il percorso didattico e la preparazione (da gennaio ad aprile);  il viaggio di istruzione in bicicletta (fine aprile); · gli incontri nella città di destinazione, la restituzione dell’esperienza

Lo stile che caratterizza l’esperienza è mutuato dalla proposta di un uomo di frontiera, un viaggiatore leggero come si definiva: Alex Langer. Sognava un mondo reso migliore da «mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera». Quelli che oggi ci mancano, e ne avremmo tanto bisogno. In un convegno ad Assisi, nel Natale del 1994,  aveva proposto uno stile di vita meno rampante, meno competitivo. «Voi sapete il motto che Pierre de Coubertin ha riattivato per le Olimpiadi: citius, più veloce, altius, più alto, fortius,  più forte. Questo è il messaggio che oggi ci viene dato. Io vi propongo il contrario: lentius,  più lento, profundius, più profondo, suavius, più dolce. Con questo motto non si vince nessuna battaglia frontale, però si ottiene un fiato più lungo».